Il giardino di Palazzo Nay si presenta come una sequenza di spazi diversi, un susseguirsi di piccole "stanze" all'aperto che si scoprono lentamente camminando tra alberi, pergole e percorsi sinuosi. Non è un giardino geometrico o monumentale, ma un paesaggio costruito per essere vissuto, secondo una tradizione che appartiene ai grandi giardini storici lombardi — l'impianto richiama il modello del giardino all'inglese introdotto a Milano da Leopoldo Pollack, come nel celebre giardino della Villa Reale.
La rotonda, lo spazio delle bocce, il terrazzino, la vasca, l'orto e le altre stanze del giardino diventano episodi diversi di un unico racconto: ogni luogo ha una funzione e un carattere propri — socialità, relax, attività all'aperto, contemplazione — ma tutti insieme costruiscono un paesaggio unitario, condiviso da tutte le unità invece che frammentato in piccole porzioni private difficili da usare davvero.

Arredata con strutture in cemento e ferro di tipico disegno liberty, vede al centro un tavolo tondo intorno al quale si sviluppano tre panchine realizzate con tralci di viti intrecciati, a disegno dei Fratelli Frigerio di Como, già nel 1932. Rimasta integra nella sua fattura, necessita di un restauro adeguato.

Una piccola area aperta e versatile, pensata per momenti di incontro e vita all'aria aperta. L'antico gioco delle bocce diventa occasione di socialità, ma la superficie ampia e regolare si presta anche ad attività all'aperto, movimento, piccoli eventi o incontri informali.

Un piccolo ambiente raccolto e protetto, sospeso tra architettura e vegetazione. Una pergola leggera, avvolta da rampicanti e piante aromatiche, crea un'ombra naturale che trasforma lo spazio in un luogo intimo, ideale per la lettura o la conversazione.

Nella parte più scenografica del giardino, una vasca d'acqua inserita tra rocce e vegetazione che ne avvolgono il perimetro. L'acqua riflette la luce e restituisce una sensazione di freschezza e quiete; una scala in pietra collega lo spazio ai livelli superiori del giardino.

Una sequenza ordinata di aiuole rialzate lungo percorsi in terra battuta, tra alberature e bordure fiorite. Tra filari di ortaggi, piante aromatiche e fiori stagionali, l'orto cambia aspetto con le stagioni: una vera stanza del giardino, non solo un'area coltivata.

All'interno dell'antica struttura affacciata sul giardino, uno spazio caldo che conserva il carattere domestico degli ambienti di servizio della villa. Il camino centrale restituisce un'atmosfera intima, adatta alla lettura o allo studio, con affacci diretti sull'orto e sul verde circostante.

Un piccolo belvedere sopraelevato affacciato sui tetti della casa e sull'orizzonte di Stradella, tipico delle dimore di pregio: una nuova stanza del giardino, la più alta, in fase di definizione.

Verso est, una grande scala esterna contornata da ibiscus ed edera abbraccia "le grotte", tipiche del periodo liberty con "stalattiti" e "stalagmiti" in ferro-cemento: collegano la parte di giardino verso la rotonda con quella a sud, su cui si affaccia l'ingresso principale della casa padronale.

Una scala a chiocciola in ferro battuto lavorato, avvolta su sé stessa fino alla sommità della casa: una nuova stanza del giardino, in fase di definizione.