Palazzo Nay è una proprietà di famiglia, restaurata un passo alla volta. Prima della rifunzionalizzazione definitiva delle otto unità interne, lo stesso team che ha già seguito il resto del cantiere ha messo a punto il progetto: un disegno pensato per essere il più possibile su misura di chi compra, nel rispetto del valore storico e architettonico della casa.
L'edificio fu disegnato dall'Arch. Casanova tra il 1850 e il 1855 per la famiglia Pisani. Nei primi anni '30 il Prof. Domenico Dell'Olio ne firmò l'intervento liberty — decori, ferro lavorato, la revisione del giardino all'inglese che oggi circonda la proprietà. È su questo impianto storico, rispettato più che trasformato, che si innesta il progetto attuale: volte decorate, parquet in rovere a spina di pesce, ferro battuto e vetrate d'epoca restano il carattere riconoscibile della casa, in ogni unità.


Il cantiere di Palazzo Nay è seguito da Mosae S.r.l., studio milanese attivo tra architettura e ingegneria — la stessa proprietà, che negli ultimi anni ha realizzato direttamente tutti gli altri interventi sulla casa: il restauro delle cantine storiche, l'efficientamento energetico, il rifacimento della copertura.
Oggi, prima della rifunzionalizzazione definitiva delle unità abitative, abbiamo completato il progetto e vogliamo costruire sulla base della nostra proposta progettuale: un disegno il più possibile su misura di chi acquista, nel pieno rispetto del valore storico e architettonico della casa, senza però rinunciare al comfort che ci si aspetta oggi da un'abitazione.
Nelle cantine storiche, già restaurate, Mosae ha insediato Stralab: officine per la produzione di opere d'arte contemporanea, oggi operative per artisti e istituzioni internazionali. È un tassello del progetto più ampio, non il suo centro: un modo concreto per restituire vita e lavoro quotidiano anche agli spazi più antichi della proprietà, al di là delle unità abitative in vendita.
Fare tutto questo qui, a Stradella, è anche una coincidenza felice. La città è storicamente la capitale italiana della fisarmonica: dal 1876 vi lavorò la fabbrica di Mariano Dallapè, a cui si deve la messa a punto della fisarmonica moderna, e negli anni tra le due guerre la città arrivò a contare oltre quaranta fabbriche del settore — una storia oggi custodita dal Museo Civico della Fisarmonica. Non a caso, la nostra proprietà è confinante con lo storico stabilimento Dallapè: le due famiglie sono vicine di casa da generazioni, e il rapporto è sempre stato di reciproca stima. Ed è anche, più in generale, il cuore dell'Oltrepò Pavese, uno dei territori vitivinicoli più rilevanti della Lombardia.
Ogni unità ha una sua pagina di dettaglio, con planimetria e galleria completa degli ambienti.